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Ammettere un vecchio pregiudizio nei confronti dei prodotti ittici stranieri, tra cui quelli italiani, e superarlo andando a verificarne direttamente la qualità: questo l''obiettivo della delegazione, giunta a Trieste mercoledì 16 giugno, di dieci operatori spagnoli provenienti da Burgos, città che pur non essendo costiera, risulta essere una delle principali e più esigenti piazze per il commercio ittico della Spagna, con lunga tradizione e cultura legata al consumo di pesce.
Accolti in Camera di Commercio da Egidio Sardo, presidente della Consulta Pesca, e da alcuni membri di Aries, gli ospiti spagnoli si sono poi imbarcati al Villaggio del Pescatore per visitare gli allevamenti di orate della Valle Ca'' Zugliani e quelli di cozze, con un pranzo conclusivo in un ristorante locale.
La presenza del pesce dell''Alto Adriatico sui banchi della Spagna settentrionale sta progressivamente sostituendo quella del pescato cantabrico, fatto che ha spinto questo gruppo di negozianti al dettaglio a venire direttamente alla fonte, per verificare la qualità e le caratteristiche dei prodotti che offrono ai propri clienti. Una visita mirata, per scoprire come e dove vengono allevati e pescati i prodotti ittici italiani, per poter poi rassicurare i consumatori sulla loro bontà.
Sono venuti così a conoscenza degli interventi attuati negli ultimi quattordici anni nel Golfo di Trieste a favore dell''acquacoltura e miticoltura, dei piani di gestione delle risorse ittiche volti a conciliare le necessità dei pescatori con la salvaguarda ambientale e dell''incentivazione verso nuove tipologie di attività (ittiturismi, semilavorati...). Finalità perseguite da Aries e che proseguiranno anche nel 2010 con ulteriori iniziative tra cui eventi e brochure promozionali
sul pesce povero e studi tecnico-scientifici su nuove metodologie di imballaggio dei prodotti ittici.
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