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Un allenatore non può allenare due società diverse durante la stessa stagione. Il regolamento federale, molto chiaro, non lascia spazio a dubbi. Ma la polemica e li, dietro all’angolo. Palpabile con mano e visibile ad occhio nudo. La polemica che vede allenatori che, forse per amore o passione, giocano sul filo del rasoio rischiando squalifiche. Allenatori che dopo l’esonero cambiano società ed allenano ancora seppure non andando in panchina. Il tutto, ovviamente, suscitando proteste da parte di colleghi e di tutto il movimento tecnico. Movimento rappresentato in provincia di Rovigo da Giuseppe Nasti, presidente dell’Aiac, l’associazione allenatori di calcio, pesantemente contrariato da questa situazione. “Bisogna che gli allenatori e anche le società non violino tale regola; è una questione di rispetto delle regole, semplicemente, in una società dove spesso vediamo che molte cose passano inosservate ed impunite. Ed è anche e soprattutto una questione di rispetto dei tesserati dell’Aiac e di una scrittura ben chiara che tutti devono applicare" dice fermamente il presidente dell''associazione allenatori calcio di Rovigo. "E’ ormai una questione di rispetto mancato a colleghi e sportivi che ci vede costretti ad intervenire con i mezzi a nostra disposizione, cioè con segnalazioni agli organi di competenza e le conseguenti squalifiche dei trasgressori da sei mesi. Mi piacerebbe anche che vi fosse più collaborazione tra le società e lo stesso organo federare che rappresento. Ci sono ben 120 tecnici tesserati e non vedo necessario ricorrere ad un tecnico già tesserato nella stagione in corso, e peggio ancora a far sedere in panchina chi non ha i titoli per farlo, non avendo neppure il patentino di allenatore” conclude Nasti.
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