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Dopo che la Banca (il cui nome non è stato svelato dai media, per dire e non dire…ma soprattutto per non pagare pubblicità negativa…) avendo visto la scritta luminosa che doveva apparire sopra il suo Palazzo in centro a Napoli, si è ritirata inorridita, pur avendo commissionato l’opera all’artista Claire Lafontaine e aver sborsato fior di quattrini, la scritta luminosa è stata posta sopra un palazzo storico… (in vendita, tra l’altro!). La scritta: “Capitalism Kills Love” la dice lunga sulla situazione dell’arte nel mondo e su giudizio che dà di essa l’Artista. Perché, per chi ancora brancolasse nel buio, l’Arte non è altro che Amore: per la bellezza, per il sesso, per l’estetica, per la comodità, per l’altro da sé, per la moderazione, per la semplicità, per la classe… Ma dopo che alla fiera di Miami si sono fatti i conti e si è scoperto che le vendite delle opere in mostra erano andate benino, per non dire maluccio, il mondo ha scoperto che anche l’Arte è entrata in crisi. Pochissimi gli acquirenti europei, abbastanza quelli del mondo latino-americano, in controtendenza ed in forte espansione. Gli esperti si sono chiesti il perché senza raggiungere una risposta chiara e sincera. Noi proviamo a darla, senza scomodare analisi e statistiche. Con uno sguardo al passato e uno occhio al presente, il Sudamerica è sempre stata la terra dello sfruttamento, dei latifondisti e dei milioni di poveri. Negli ultimi due decenni i poveri sono triplicati e i ricchi hanno triplicato la loro ricchezza. Vale a dire in soldoni (!?), che mentre in Occidente la crisi si sta spalmando tra tutte le categorie sociali e negli Stati Uniti ha aggredito innanzitutto la midd-class, nei paesi latino-americani, i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi e possono permettersi il lusso di investire anche nelle opere d’Arte. Un tempo ciò era privilegio delle grandi casate di sangue blu vero o finto europee, russe e statunitensi, ora il mondo si è rovesciato e i cosiddetti “parvenues” arricchiscono le loro dimore col meglio del meglio o.. col peggio del peggio, dipende dai punti di vista e da ciò che il mercato mette sul tappeto. In ogni caso resta la voglia di “shockare”, di stupire, di meravigliare, di disorientare. Gli ultimi Acquirenti dell’arte si richiamano alla strategia dell’enfasi, del luccicante e dell’eccedente. Si eccede in tutto, si ubbidisce al nuovo credo del consumismo: lo spreco. Oggi compro, domani butto. L’importante è bruciare in fretta e consumare, consumare per stupire. A Miami c’erano in mostra anche le “non scarpe”, cose assurde che la gente comune non si può mettere e per-mettere. Provate ad andare in ufficio o a fare scuola con tacchi alti 20 centimetri e una zeppa sulle sole dita di 10. Impossibile! Le malattie alla colonna vertebrale sono aumentate del 25 % dicono gli esperti di sanità. E quelle renali altrettanto. Noi proviamo a fare un’ipotesi, anche se come donne siamo propense a fare sacrifici pur di apparire in tutto il nostro splendore: che i moderni stylist siano i novelli rivoluzionari atti alla destabilizzazione dell’alta società? la borghesia impazzisce e fa a gara per comprare il nuovo glamour, e se questo fa a pugni con la salute… chissenefrega! L’importante è apparire. Lo aveva già compreso una mia lontana amica che quando aprì la sua prima boutique di vestiti firmati, la chiamò “L’Apparenza”… C’è chi aveva capito da tempo che l’animo umano e il capitalismo uccide l’amore… Per le cose comode soprattutto!

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