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Gianni Brazzo è il candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni amministrative di marzo. L’ex Udc, candidato a sindaco anche nella scorsa tornata elettorale - però a nome del centro-destra - ha vinto le primarie vs Michele Lionello, prendendosi molti dei voti dei villadosani votanti. La cosa è stata ufficializzata nella tarda serata di ieri. Sarà quindi Brazzo a sfidare il candidato del Pdl che non è ancora stato deciso e formalmente annunciato agli abitanti del paese. Sostanzialmente, sono state rispettate le previsioni che volevano Brazzo prevalere, e di molto, sull''avversario, in quanto preso come “emblema” dalla maggioranza ex democristiana che di fatto detiene il potere nel PD villadosano. Così l’Ex destrorso si prende quasi tutto l''elettorato del Pd, dopo che i vertici provinciali del partito avevano “mollato” la Zimbello, sindaco uscente, rea di essere entrata nella corrente di Saccardin Federico, in odore di dimenticatoio e punizione da parte di Frigato, il vero padre-padrone del Pd polesano. La scelta dell’accoppiata Zambello- De Sero (ex quercia proveniente anche lui comunque dalla vecchia Dc), che aveva puntato sul “giovane” Lionello, conosciuto dai più per le sfilate romane e il festival di Amnesty, è stata punita oltre ogni previsione.
Alla fine di una giornata che ha visto per ore sfilare i vari Pd accolti da una Zambello sorridente e da un De Sero tirato a lucido in giacca e cravatta davanti al gazebo, il capogruppo consiliare del Pd, Adriano Zamana, ha dichiarato la vittoria di Brazzo (suo candidato!). Il quale, da buon cristiano ha invitato tutti i militanti che alle 22 passate, affollavano ancora il luogo delle primarie, ad applaudire lo sconfitto. Ma quella che si è consumata ieri a Villadose, certo è la sconfitta di Lionello, ma è la giornata più nera per la Zambello e De Sero che qui hanno condizionato la politica per oltre 10 anni.
I commenti successivi alla vittoria di Brazzo, infatti, da destra a sinistra sono stati tutti dello stesso tenore: hanno perso il Sindaco uscente e il Vicesindaco anche se con Brazzo ha trionfato la vecchia politica, quella dei furbi che cambiano partito a seconda delle convenienze. Non c''è dubbio che la risposta di Villadose avrà molti riflessi sulla politica provinciale del Pd. Va ricordato che l’attuale Sindaca con De Sero, le avevano provate tutte per evitare le primarie, consapevoli effettivamente della forza politica di Frigato a Rovigo e Francesco Stocco a Villadose. E’ stato anche distribuito un volantino a favore di Lionello con la foto della Sindaca con tanto di fascia tricolore e De Sero e Lionello al fianco ma non è servito a niente. Brazzo, pur con un passato “discutibile” li ha messo ko. A dimostrazione ancora una volta che non conta se sei un “girovago” della politica o se hai militato nella destra e nell’Udc e sei rimasto in Giunta un anno con la Zambello e Lionello e De Sero; se sei appoggiato dai “soloni” della politica, vinci.
E a questo punto, grazie anche alla politica dei veti incrociati nel centrodestra, Brazzo e il Pd hanno grandi possibilità per riprendersi Villadose. Infatti, questo paese sembra non essere fatto per le cose semplici. Così il Pdl dopo lunghe trattative e molti nomi "bruciati" non ha ancora deciso su chi puntare. Per giorni si era parlato, e sembrava fatta, per un ticket Bellini - Rimbano, ma l''opposizione strenua degli ex An ora della Destra nuova o nuovissima, hanno impedito che l'accoppiata ce la facesse. Allora, succederà che il centro-destra si presenterà diviso in varie liste come nelle due precedenti tornate elettorali non sapendo ancora quale delle liste avrà i voti del Pdl, mentre Brazzo (o chi per lui, coloro che lo comandano!) farà un accordo con gli amici di Casini. Uno scenario confuso e complicato che avvantaggia solo Brazzo, che comunque stanotte ha brindato e cantato con la gente che si è raccolta sotto il municipio, nel cuore del paese. Quasi a mettere in chiaro che per i prossimi cinque anni la poltrona è già occupata… Mentre Lionello sedeva sconsolato nell’ufficio della sindaca Zambello con De Sero che si guardava attorno smarrito: tutti pensavano che il 21 marzo in quell’ufficio siederanno altri. Forse poche menti ma con un brazzo di sicuro…
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