|
Stupisce che un personaggio famoso come Rubbia si rimangi e smentisca le sue stesse parole sui combustibili convenzionali, ed in particolare sul carbone, espresse anche nel recentissimo passato. Speriamo non sia solo una questione di memoria.
Ed allora, è probabile che si tratti delle solite forzature ed esagerazioni del "solito" Rubbia che, nonostante i suoi meriti e titoli, continua a demonizzare tutto quello che trova sulla sua strada per tentare di far progredire la "sua" idea, incluso l''apparente adesione alla strategia dei fautori dei "Cambiamenti Climatici" antropogenici.
Forse quest''ultimo riferimento è la maggiore debolezza per un uomo di scienza come Rubbia che, in quanto tale, dovrebbe invece essere su posizioni molto più confacenti con il suo passato, il suo prestigio e le sue conoscenze scientifiche. Senza voler mancare di rispetto al Premio Nobel e, fatti tutti i doverosi distinguo, verrebbe quasi di associare le sue parole a quelle che periodicamente veicola il "brillantissimo" Jeremy Rifkin in merito all''idrogeno.
Ma, evidentemente, anch''egli è sensibile alle vecchie tecniche o logiche di coloro i quali, avendo un interesse diretto e specifico in una cosa, pensano che l''unico modo per farla progredire ed affermare consista nel dire il peggio possibile delle alternative e dei "propri avversari". Non sembra proprio essere la dimostrazione di grande convinzione nella propria idea e nella validità delle sue proposte, sia dal punto di vista tecnico che economico.
Ora, noi tutti siamo aperti nei confronti della scienza e fiduciosi che la ricerca e la tecnologia siano in grado di sviluppare in futuro nuove forme di produzione energetica tali da aiutare il Pianeta a superare i prevedibili problemi che la ridotta disponibilità delle risorse potrebbe generare, senza peraltro dimenticare che il tutto deve procedere parallelamente con il relativo impatto tecnico ed economico che tali avanzamenti richiedono.
Quando Rubbia definisce il carbone dicendo: " ...è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l''''anidride carbonica sotto terra (ndr. apparente totale (o speculativa?) adesione acritica alla teoria del AGW?). No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso", egli fa davvero torto alla sua fama ed alle sue conoscenze tecnologiche.
Infatti, la produzione termoelettrica da carbone ha fatto, nel recente passato, passi da gigante e gli avanzamenti tecnologici intervenuti sono tali che oggi produrre elettricità dal carbone comporta, nei Paesi avanzati che possono far ricorso a tali tecnologie, un impatto ambientale davvero ridotto ed incomparabilmente migliore di numerosi altre attività industriali o maufatturiere. Queste non sono solo parole perchè gli esempi da osservare sono direttamente presenti e disponibili in numerosi Paesi ricchi e sviluppati del Pianeta. Se vuole, Rubbia potrebbe tranquillamente andarli a visitare e rendersi anche lui conto di persona.
Poi, questo non significa che non si debba guardare con interesse ed attenzione al futuro per portare avanti anche i progetti innovativi del solare che lui invoca, la cui realizzazione, peraltro, troverebbe ancora migliori condizioni di fattibilità grazie proprio alla disponibilità delle ingenti risorse economiche che tali sviluppi richiedono e che sarebbero appunto liberate dalla produzione di base dell''energia utilizzando il carbone, cioè il combustibile più economico ed abbondante, oggi presente sulla Terra.
Sorgenti Rinaldo
|