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“Certo, fra te e me, non c’è mai stato amore, non ci siamo mai presi, non c’è mai stato feeling. Volevo passeggiare in te come fanno le madri che passeggiano sui sogni dei propri figli. M’illusi vanamente per tre anni interi di ascoltare le corde della tua anima... Ma non volermene”. E’ la sintesi di un rapporto non riuscito, di un amore male amato o di un desiderio non soddisfatto, chissà… Di certo sono le parole che Ezio Vendrame dedica alla città di Udine nel suo “Via Quarto Quarto 49. In Friuli, a casa mia” (ed. Biblioteca dell’Immagine) che, freschissimo di stampa (uscita ufficiale: martedì 17 novembre), lo stesso Vendrame presenterà in eslcusiva al Lovat Lab della Libreria Lovat di Villorba, venerdì 20 novembre alle 19 intervistato da Valentina Gasparet, curatrice di PordenoneLegge.
Un libro che lo scrittore friulano compaesano di Pasolini (coincidenza cui Vendrame tiene moltissimo) pubblica dopo tre anni di silenzio: tre anni trascorsi a Udine, cttà dove l’ex calciatore (“ex ma proprio ex”, come lui ama sottolineare) è arrivato quasi per caso, dopo aver lasciato il suo paese di San Giovanni di Casarsa, andando ad abitare in via Quarto 49, a pochi passi dal parco creato al posto dello stadio Moretti dove da ragazzino iniziò la sua carriera di sportiva.
Nelle descrizioni di luoghi e personaggi della città c’è tutto lo stile originale di Vendrame, che alterna immagini delicate a solenni legnate corredate di nomi e cognomi.... E poi ci sono le conversazioni e i silenzi scambiati con gli amici, parole sul calcio e su alcuni nomi da salvare in un mondo che lui non sopporta proprio più… Va detto che dallo scorso mese di maggio Vendrame non abita più a Udine: sul libro, enigmaticamente e un po’ drammaticamente, scrive di sé: "Se ancora vivente, non si sa più dove vive”.
Curiosa e interessante la scelta dell’editore Giovanni Santarossa (titolare dei Biblioteca dell’Immagine) di pubblicare nel volume anche il manoscritto di Vendrame che scrive, senza troppe correzioni, su quaderni a righe con una calligrafia ordinata, precisa, lineare, che sembra non risentire della forza delle immagini e dei pensieri narrati...
Ezio Vendrame è stato certo il più grande talento inespresso del calcio italiano. Nato a Casarsa nel 1947 e cresciuto in un orfanotrofio («Ma senza essere orfano: erano tempi duri, i mei non potevamo mantenermi»), comincia a giocare nel settore giovanile dell'' Udinese. Nel ''67 passa alla Spal, in A, ma non gioca mai, poi si fa le ossa in C: Spal, Torres e Siena. Trequartista geniale, Vendrame nel ''71 approda al Vicenza in A e decolla. Disputa partite sublimi, lo accostano a George Best del Manchester United. Nel ''74 passa al Napoli, dove resta per una stagione. Poi il declino. Tre anni in C, tra Padova e Azzanese, il Pordenone in D e i dilettanti del Casarsa dove lo squalificano per l''aggressione a un arbitro (1981). In totale vanta 49 presenze e un gol in A. Ma anche una serie infinita di aneddoti che ne testimoniano la poetica visione del calcio e del mondo.
Ritiratosi a vita privata nella campagna friulana, dedicandosi ai suoi hobby (tra cui suonare la chitarra e scrivere poesie), ha allenato le giovanili del Venezia e pubblicato alcuni libri nell''ultimo decennio in cui raccoglie le sue esperienze di vita e di calciatore (fra i quali "Se mi mandi in tribuna godo"), nel quale ricorda fra i suoi pochi rammarichi, il tunnel fatto al suo idolo, Gianni Rivera, quasi come una mancanza di rispetto verso il grande campione del Milan.
La Libreria Lovat di Villorba è aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 20;
domenica (da settembre a maggio) e lunedì dalle 15 alle 20.
Tel. 0422.92697 - 0422.920039
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