|
La giovane (11 anni) poetessa pratese Martina Marotta non pensava proprio di classificarsi al primo posto anche quest’anno al Premio Letterario Internazionale Città di Salò con una poesia, dedicata quest’anno, alla “Laboriosa città di Prato”. Il premio Città di Salò, uno dei più importanti e quotati premi letterari internazionali anche quest’anno ha avuto una giuria composta da personaggi noti del mondo letterario internazionale: Rina Gambini, critico letterario e predsidente della giuria, Giuseppe Benelli, Docente universitario e direttore ed organizzatore del premio Bancarella di Pontremoli, Giorgio Barberi Squirotti, critico letterario e docente universitario, Alessandro Quasimodo figlio di quel Quasimodo che tutti in Italia hanno conosciuto studiandone i versi anche dopo gli anni di scuola, e così via tanti altri nomi di docenti universitari provenienti anche dall’estero, coem la professoressa Tatjana Rojc, critoco letterario e scrittrice proveniente dalla vicina regione Balcanica.
Ma saranno due i Pratesi presenti a Salò per ricevere i meritati premi, insieme a Martina, giunta prima nella categoria ragazzi, verrà premiato anche un altro pratese illustre: Giovanni Nuti, fratello di Francesco, a cui la giuria ha asegnato un Premio Speciale della Critica per il libro “Lumen”.
Martina Marotta, alunna della Scuola Media Statale Curzio Malaparte, è ormai una veterana dei concorsi letterari nazionali ed internazionali essendo già stata premiata più di 140 volte ottenendo oltre 60 Primi premi sia in Italia che all’estero. Un vero record internazionale considerando la sua giovanissima età, tanto che già, in più di una occasione è stata premiata alla carriera.
Sono decine le sue poesie premiate dalle giurie e valorizzate con notevoli giudizi da importanti e famosi esponenti della critica letteraria Italiana. Più di 70 le antologie che contengono i suoi versi dedicati alla mamma, ai compagni di scuola, alla maestra, al pediatra, a Prato, ai luoghi delle vacanze, ai bambini in guerra, della mamma, del paese d’origine del babbo, dei fratelli, della maestra, e così via, ma non tralascia argomenti di cui sente parlar ai telegiornali: guerre, ecologia, terrorismo, fame nel mondo, ecc. ecc. a tutto quanto le gravita attorno e la interessa.
Fra i premi ottenuti vanno ricordati, il Premio Giovani al Via Francigena (Pontremoli), il Premio Giovani al Concorso Fratelli De Filippo, ed ancora un Primo Premio al “Mario Luzi – Città di Siena”, al concorso “Un Monte di Poesia”, a “Il Fuoco” (Roma), al “Carla Boero” (Torino), al “Roma in Cerca di Poesia” al Trofeo Colle Armonioso (Firenze), a firenze, ed ancora Tre primi premi in Australia ed un premio in Svizzera …. e la lista si allunga quasi settimananlmente. Di notevole importanza anche il terzo posto al noto Premio Letterario Il Molinello ed al premio Giacomo Leopardi (Recanati). Martina, pur se giovanissima é membro effettivo dell’Accademia Letteraria Vittorio Alfieri di Firenze e dell’Accademia Armonia delle Muse di Pontremoli. Alcune riviste letterarie e tanti siti letterari riportano le sue liriche. Molte ore Martina le dedica anche alla musica (chitarra, tastiere, flauto) ed alla pittura (dipinge a tempera e con acquerelli). Nei prossimi giorni sarà in libreria il suo primo libro dal titolo “L’arcobaleno della III A” edito da Attucci editrice di Carmignano interessante pubblicazione di 120 pagine che ha avuto importanti patrocini sia dal mondo Istituzionale nazionale che da quello letterario internazionale. In molti stanno aspettando impazienti questo primo lavoro di Martina e sono veramente tante le prenotazioni librarie tanto che l’editore sta già programmando una prima ristampa. Auguri Martina.
Questo il testo della poesia vincitrice a Salò:
La Cenciosa Prato
di Martina Marotta
Nella mia Prato per molti anni
hanno riciclato lana e panni
e per far un buon cardato
tutti quanti han lavorato.
Tanti cenci son arrivati
da tutto il mondo li han mandati
e noi pratesi, poveretti,
li abbiam scartati a denti stretti.
In filature e tessiture
in roccature e cardature
artigiani sempre in affanno
han lavorato per tutto l’anno.
Cenciaioli ci han chiamati,
i Pistoiesi saranno stati?
del nostro ingegno tanto invidiosi
e per questo dispettosi.
Ingegnosi tanto siamo
il brutto in bello noi cambiamo,
“la trasformazione”, ormai è un dato,
“da cencio a maglia la fanno a Prato”.
Con la mamma pistoiese
e il babbo trecchinese,
son nata a Prato, città cenciosa,
e di ciò son orgogliosa.
Per ulteriori informazioni contattare: info@casaconfianca.org
|